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Biografia

L'arpa era già in casa

La storia per intero, seguita da formazione, orchestre e concorsi per una consultazione rapida. Una versione breve e citabile è nel press kit.


L'arpa è sempre stata la mia prima scelta. Mia sorella maggiore ne aveva una in prestito, stava in salotto, e crescendo accanto a quello strumento me ne sono innamorata. All'esame di ammissione al Conservatorio di Musica di Cagliari sono stata ammessa ad arpa, flauto e violino, e ho scelto l'arpa. Avevo undici anni, e ha deciso il resto della mia vita.

Sono seguiti nove anni al Conservatorio "G.P. da Palestrina" con Annamaria Melis, che mi ha dato la tecnica e la testardaggine per attraversare gli anni in cui volevo smettere. Ho finito nel febbraio 2016 con il massimo dei voti e la lode, e mi sono iscritta subito a Fisica, perché in Sardegna la vita di un musicista viene ancora chiamata hobby e volevo un pavimento sotto i piedi.

La fisica non è sopravvissuta al contatto con l'arpa. Lo strumento si prende tutto: mani, ore, attenzione. A chiudere la discussione è stato assistere a una prova d'orchestra in conservatorio e sentire, da dentro, il suono a cui avevo passato nove anni a imparare ad appartenere. Ho lasciato la facoltà quell'anno. La vita orchestrale vera è cominciata nel 2017, quando ho vinto un posto nell'Orchestra Giovanile Italiana, con l'Introduction et Allegro di Ravel tra i primi programmi.

Poi è arrivata la partenza. Prima Fiesole, poi i treni settimanali per Brescia da Anna Loro, che ha cambiato il mio modo di tenere lo strumento e di leggere una partitura. Poi Bruxelles, il Conservatoire royal e Annie Lavoisier: prima arpa della Belgian National Orchestra ed erede diretta della scuola francese di Pierre Jamet. Due master, entrambi con la grande distinction della giuria: il master solistico dal 2019 al 2021, poi il master specialistico tra il 2021 e il 2022, dove ho lavorato sul Concerto op. 25 di Ginastera e le sue tecniche estese.

Il Belgio mi ha trattenuta. Suono come arpista ospite con la Belgian National Orchestra. Alla Monnaie non suono affatto in buca: siedo dal lato gestionale del dipartimento musicale, come assistant orchestra manager, coordinando le attività di musica da camera e contribuendo al buon funzionamento dell'orchestra. Nel 2024 ho passato anche sei mesi come coordinatrice artistica alla Queen Elisabeth Music Chapel. Intorno gira tutto il resto: ensemble contemporanei, quattro progetti cameristici, arpe di cartone e stanze piene di neonati.

La Sardegna non è alle mie spalle. Continuo a insegnarci e a suonarci, e le melodie che metto davanti ai bambini di due anni a Evere sono spesso quelle con cui sono cresciuta io.